Nuove restrizioni sulle stablecoin nell’UE: cosa è cambiato dopo la decisione dell’ESMA dell’8 ottobre 2026?

Conformità delle stablecoin europee

L’8 ottobre 2026, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato un nuovo parere che rafforza le aspettative di vigilanza sulle stablecoin non conformi al regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (MiCA). Il documento, identificato con il numero ESMA75-113276571-1742, chiarisce che i fornitori autorizzati di servizi per le criptovalute non dovrebbero continuare a offrire ai clienti dell’UE servizi che coinvolgono stablecoin non conformi. A differenza delle precedenti indicazioni, concentrate principalmente sulla negoziazione e sull’acquisto, il nuovo parere riguarda anche la custodia, i trasferimenti, gli scambi e altri servizi relativi alle cripto-attività. Le disponibilità già esistenti possono essere soggette ad accordi temporanei per la conversione o il prelievo, ma le autorità di vigilanza si aspettano che le situazioni ancora irregolari vengano risolte entro tre mesi dalla pubblicazione del documento.

Cosa ha cambiato l’ESMA con la decisione sulle stablecoin dell’ottobre 2026?

Il parere di ottobre rappresenta un’importante evoluzione nell’interpretazione dei requisiti sulle stablecoin da parte delle autorità europee. Le disposizioni del MiCA relative agli asset-referenced token e agli e-money token si applicano dal 30 giugno 2024, mentre il regolamento nel suo complesso è diventato applicabile il 30 dicembre 2024. Nel gennaio 2025, l’ESMA aveva chiesto alle autorità nazionali di garantire che i fornitori di servizi per le cripto-attività interrompessero determinati servizi riguardanti stablecoin non conformi entro la fine del primo trimestre. Il documento dell’ottobre 2026 compie un ulteriore passo avanti, prendendo in esame anche servizi che potrebbero essere rimasti disponibili nonostante le restrizioni sulle negoziazioni.

L’ESMA si aspetta ora che i fornitori autorizzati di servizi per le cripto-attività, noti come CASP, evitino di mantenere o facilitare l’accesso a stablecoin che non soddisfano i requisiti del MiCA. Questo orientamento riguarda le operazioni di scambio, l’esecuzione degli ordini, la consulenza in materia di investimenti, la gestione del portafoglio, la custodia, l’amministrazione e i trasferimenti di cripto-attività. La principale novità consiste nel fatto che le restrizioni non vengono più valutate soprattutto in base alla possibilità che una determinata attività costituisca un’offerta al pubblico o un’ammissione alla negoziazione. Le autorità devono considerare anche se il servizio stesso consenta ai clienti europei di accedere a un token non autorizzato o di mantenere un’esposizione nei suoi confronti.

Il parere non introduce una nuova legge europea e non vieta automaticamente tutte le stablecoin emesse al di fuori dell’Europa. Chiarisce invece come applicare in maniera uniforme gli obblighi già previsti dal MiCA nei diversi Stati membri. L’ESMA fonda la propria posizione anche sull’articolo 66, paragrafo 1, che impone alle imprese autorizzate del settore delle criptovalute di agire in modo onesto, corretto e professionale, nel migliore interesse dei clienti. Secondo l’autorità, le imprese non possono compensare adeguatamente l’assenza delle garanzie previste per gli emittenti attraverso semplici avvertimenti o il consenso degli utenti. Di conseguenza, informare i clienti che un token non è conforme al MiCA non rappresenta più una giustificazione sufficiente per continuare a fornire normalmente servizi che lo riguardano.

Quali stablecoin sono interessate dai nuovi requisiti?

Le restrizioni riguardano due categorie normative: gli asset-referenced token (ART) e gli e-money token (EMT). Un EMT mira a mantenere un valore stabile facendo riferimento a un’unica valuta ufficiale, come l’euro o il dollaro statunitense. Un ART, invece, fa riferimento a un altro valore, a un diritto oppure a una combinazione di valori, che può comprendere diverse valute o altre attività. Entrambe le categorie sono soggette a specifiche condizioni stabilite dal MiCA per l’emissione legittima, l’offerta al pubblico e l’ammissione alla negoziazione. Una stablecoin rientra nell’ambito del parere dell’ESMA di ottobre quando non vengono soddisfatte le condizioni applicabili, tenendo conto delle eventuali esenzioni o disposizioni transitorie pertinenti.

La conformità non dipende soltanto dalla capacità di una stablecoin di mantenere il prezzo dichiarato. Il MiCA stabilisce requisiti relativi all’autorizzazione degli emittenti, alla governance, alla documentazione informativa, alla tutela delle attività e ai diritti di rimborso. Gli emittenti di EMT devono generalmente essere autorizzati come enti creditizi o istituti di moneta elettronica, mentre gli emittenti di ART sono soggetti a un diverso regime autorizzativo. Un token sostenuto da riserve consistenti può quindi essere comunque sottoposto a restrizioni se la sua emissione o disponibilità nell’UE non rispetta le disposizioni applicabili. Allo stesso modo, il fatto che una stablecoin sia denominata in dollari statunitensi non la rende automaticamente illegale per i clienti europei.

USDC rappresenta un esempio utile di stablecoin ancorata al dollaro che opera nel quadro normativo europeo. Il suo emittente europeo, Circle Internet Financial Europe SAS, opera secondo le disposizioni applicabili in materia di moneta elettronica. Il 14 ottobre 2026, l’Autorità bancaria europea ha classificato USDC come il primo e-money token significativo dell’UE, con ulteriori disposizioni di vigilanza destinate ad applicarsi dal 12 novembre. Questo sviluppo non deve essere confuso con il parere dell’ESMA né interpretato come un’approvazione di qualsiasi servizio che coinvolga USDC. Per ogni stablecoin, i clienti dovrebbero verificare l’emittente, il token e i relativi dati autorizzativi, senza affidarsi esclusivamente a un simbolo di mercato conosciuto.

Quali conseguenze avranno le nuove restrizioni UE sulle stablecoin per exchange e investitori?

Gli exchange di criptovalute che servono residenti nell’Unione europea devono affrontare obblighi di conformità più ampi secondo la nuova interpretazione dell’ESMA. Rimuovere un token non conforme dall’elenco delle coppie di trading disponibili potrebbe non essere più sufficiente se i clienti possono continuare ad accedervi attraverso altri servizi. Gli operatori devono valutare se le funzioni di scambio, le conversioni automatiche, i conti di custodia o i sistemi di trasferimento permettano di fatto di mantenere l’accesso all’attività soggetta a restrizioni. Le autorità si aspettano controlli tecnici, contrattuali e organizzativi adeguati per impedire nuovi acquisti e aumenti dell’esposizione esistente. Questi requisiti possono interessare sia i clienti al dettaglio sia le imprese che utilizzano le stablecoin per le normali transazioni in criptovalute.

Per i singoli investitori, le conseguenze più evidenti potrebbero comprendere la sospensione degli acquisti, l’indisponibilità di alcune coppie di trading e limitazioni ai depositi o ai trasferimenti di determinati token. Il saldo di una stablecoin potrebbe rimanere visibile anche quando le normali funzioni di negoziazione sono disabilitate. Tuttavia, il mantenimento dell’accesso a un saldo esistente non deve essere interpretato come un diritto permanente a utilizzare servizi di custodia o trasferimento. L’ESMA considera anche questi servizi nell’ambito del proprio parere, sebbene le autorità nazionali possano consentire accordi limitati, necessari a proteggere i clienti durante una chiusura ordinata delle posizioni. Le opzioni effettivamente disponibili dipenderanno dalle procedure adottate dal fornitore di servizi e dalle indicazioni dell’autorità competente.

Le attività transfrontaliere rappresentano un’ulteriore difficoltà. Un’impresa di criptovalute autorizzata in un Paese dell’UE può fornire servizi ai clienti di altri Stati membri attraverso il regime di passaporto previsto dal MiCA. Non può tuttavia presumere che un’interpretazione più permissiva adottata in una giurisdizione le consenta di mantenere l’accesso a stablecoin non conformi in tutta Europa. Il parere dell’ESMA mira a favorire un’applicazione coerente delle norme da parte delle autorità nazionali. Il 9 ottobre 2026, l’Autorità austriaca per i mercati finanziari (FMA) ha confermato che avrebbe tenuto conto di queste aspettative nella vigilanza sulle imprese autorizzate del settore delle cripto-attività, offrendo uno dei primi esempi di risposta a livello nazionale.

Cosa succede alle stablecoin già detenute durante il periodo transitorio di tre mesi?

L’ESMA ha definito una precisa aspettativa di vigilanza per le posizioni pregresse ancora esistenti. Quando le autorità nazionali individuano esposizioni che coinvolgono stablecoin non conformi, dovrebbero richiedere che le relative problematiche vengano risolte il più rapidamente possibile e comunque non oltre tre mesi dalla pubblicazione del parere. Calcolando questo termine dall’8 ottobre 2026, la data limite indicata dal documento corrisponde all’8 gennaio 2027. Non si tratta di un periodo di tolleranza generale durante il quale sia consentito negoziare liberamente fino a gennaio. L’obbligo è intervenire tempestivamente, permettendo servizi temporanei soltanto quando necessari per proteggere i clienti esistenti e completare una chiusura ordinata delle posizioni.

Durante questo processo, le autorità di vigilanza possono consentire servizi limitati relativi alla liquidazione, alla conversione, al prelievo, al trasferimento o alla custodia delle disponibilità già esistenti. Ad esempio, un exchange potrebbe mettere a disposizione una funzione di sola vendita che consenta al cliente di convertire una stablecoin soggetta a restrizioni in un’attività consentita. Potrebbe inoltre essere disponibile una funzione di prelievo quando necessaria per chiudere in sicurezza una posizione esistente. Questi accordi devono essere temporanei, comunicati chiaramente e sottoposti a un’attenta supervisione. Non possono essere utilizzati per giustificare nuovi acquisti, promozioni attive, normali negoziazioni o la continua distribuzione di stablecoin non conformi ai clienti dell’UE.

Gli investitori non dovrebbero presumere che il periodo di tre mesi garantisca liquidità o un determinato tasso di conversione. La rimozione di un token dalle negoziazioni può ridurre il numero delle coppie disponibili e la profondità del mercato, rendendo la conversione più costosa o complicata. Un token progettato per mantenere un valore pari a un dollaro può comunque essere scambiato a un prezzo superiore o inferiore, soprattutto quando la liquidità si frammenta. I clienti dovrebbero verificare le commissioni di conversione, gli spread, le reti disponibili per i prelievi e le eventuali limitazioni comunicate dal proprio fornitore di servizi. È inoltre importante distinguere tra il valore di mercato del token e gli eventuali diritti di rimborso nei confronti dell’emittente, poiché questi dipendono dagli accordi giuridici applicabili e potrebbero non essere disponibili per tutti i possessori che hanno acquistato il token sul mercato secondario.

Conformità delle stablecoin europee

Cosa dovrebbero fare i possessori di stablecoin e le imprese crypto nel 2026?

Il primo passo pratico per chi possiede stablecoin consiste nell’identificare con precisione le attività detenute e verificare se i servizi utilizzati siano autorizzati ai sensi del MiCA. L’ESMA mantiene un registro pubblico contenente informazioni sui fornitori autorizzati di servizi per le cripto-attività e sugli emittenti pertinenti di ART ed EMT. Il registro può aiutare gli utenti a verificare i dati normativi, anche se le informazioni devono essere interpretate attentamente e non costituiscono una garanzia contro le perdite finanziarie. La presenza di un’impresa nel registro non significa che ogni token o servizio offerto sia automaticamente conforme. Prima di prendere decisioni, i clienti dovrebbero consultare anche le comunicazioni ufficiali del proprio exchange e dell’emittente della stablecoin.

Chiunque detenga una stablecoin potenzialmente interessata dalle restrizioni dovrebbe esaminare le possibilità di uscita prima che l’accesso diventi più limitato. Le alternative possono comprendere la conversione del saldo in euro, la scelta di un’altra stablecoin conforme oppure un prelievo consentito. Ogni soluzione comporta costi e rischi differenti. La vendita in euro elimina l’esposizione diretta a quella stablecoin, ma può comportare commissioni di negoziazione. Il passaggio a un altro token mantiene l’esposizione ai rischi legati alle criptovalute, compresi quelli relativi all’emittente e alla liquidità. Trasferire le attività su un portafoglio personale modifica le modalità di custodia, ma non risolve la situazione normativa del token né garantisce che un servizio regolamentato nell’UE lo accetterà successivamente.

Le imprese che accettano pagamenti in stablecoin dovrebbero verificare gli accordi con i fornitori di servizi di pagamento, gli exchange e gli operatori di custodia. Un commerciante potrebbe continuare a ricevere pagamenti dai clienti e scoprire successivamente che il proprio fornitore di servizi di regolamento non è più in grado di convertire un determinato token in euro. Anche i responsabili della tesoreria devono valutare se le riserve detenute in stablecoin non conformi possano diventare difficili da scambiare o trasferire. I contratti che fanno riferimento a token specifici potrebbero richiedere una revisione, soprattutto quando diventa necessario adottare modalità alternative di regolamento. Si tratta di conseguenze operative, non di nuovi obblighi imposti direttamente a ogni commerciante dal parere di ottobre, ma possono incidere in modo significativo sulle imprese che dipendono dalla liquidità delle stablecoin.

Le stablecoin conformi al MiCA diventeranno più importanti in Europa?

La decisione di ottobre rafforza la posizione commerciale delle stablecoin che soddisfano i requisiti normativi europei, senza tuttavia garantirne il successo sul mercato. Gli exchange che intendono mantenere servizi affidabili per i clienti dell’UE hanno un incentivo a privilegiare attività con uno status giuridico chiaro e un quadro autorizzativo riconosciuto per l’emittente. I token denominati in euro potrebbero beneficiare della domanda di strumenti di regolamento che non richiedono conversioni valutarie, mentre quelli denominati in dollari e conformi alle norme possono continuare a servire i clienti interessati a mantenere un’esposizione alla valuta statunitense. La concorrenza dipenderà anche dalla liquidità, dai costi delle transazioni, dalle reti supportate e dalla disponibilità di servizi di rimborso. La conformità normativa è un elemento essenziale, ma non è l’unico fattore che determina l’utilità pratica di una stablecoin.

La classificazione di USDC come EMT significativo, effettuata dall’Autorità bancaria europea a ottobre, mostra come la vigilanza si stia sviluppando insieme al mercato. I token significativi sono soggetti a una supervisione aggiuntiva perché le loro dimensioni e la loro importanza possono generare rischi finanziari più ampi. Nell’ambito del MiCA, ciò può comportare requisiti supplementari riguardanti le riserve, la liquidità e le risorse finanziarie. La classificazione non significa che USDC sia privo di rischi o coperto da una garanzia sui depositi bancari. I possessori di stablecoin continuano a essere esposti a possibili interruzioni operative, difficoltà degli emittenti, scostamenti dal prezzo di riferimento e perdite. Il MiCA è concepito per ridurre determinati rischi attraverso garanzie normative, non per eliminare qualsiasi possibilità di danno finanziario.

Alla fine di ottobre 2026, il messaggio principale per il mercato europeo delle criptovalute è che la conformità normativa deve andare oltre la semplice quotazione iniziale di un token. L’ESMA si aspetta che le imprese autorizzate valutino se l’insieme dei servizi offerti consenta ai clienti di acquistare, detenere o accedere in altro modo a stablecoin non conformi. La priorità immediata consiste nel risolvere le esposizioni esistenti entro i termini previsti dalla vigilanza, proteggendo al tempo stesso i clienti da interruzioni non necessarie. Per gli investitori, verificare lo status giuridico di un token e comprendere le modalità disponibili per il prelievo o la conversione è diventato importante quanto monitorarne il prezzo. Il parere di ottobre segna un approccio più rigoroso all’applicazione delle norme MiCA già esistenti, piuttosto che un divieto generale delle stablecoin nell’Unione europea.